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	<title>Fabio Vento</title>
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		<title>&#8220;Close Up&#8221;, collettiva di fotografia macro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Collettiva di fotografica macro, a cura di Giovanna Amorello, Martina Botta, Roberto Chifari, Dario Di Gabbia, Daniela Di Mitri, Monica Maniscalco, Giuseppe Milletarì, Anna Mogavero, Francesca Perez, Daniela Randazzo, Michele Salica, Federica Sausa, Fabio Vento. Vernissage venerdì 18 novembre 2011, ore 19.30, Bartolo Chichi Art&#38;Photo Gallery (via Vann&#8217;Antò 16, Palermo). L&#8217;esposizione resterà aperta fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fabiovento.it/files/locandina_closeup.png" target="_blank" rel='gb_imageset[close-up-collettiva-di-fotografia-macro]'><img class="alignnone size-medium wp-image-365" title="&quot;Close Up&quot;, collettiva di fotografia macro" src="http://www.fabiovento.it/wp-content/uploads/2011/11/closeup-300x199.png" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Collettiva di fotografica macro, a cura di Giovanna Amorello, Martina Botta, Roberto Chifari, Dario Di Gabbia, Daniela Di Mitri, Monica Maniscalco, Giuseppe Milletarì, Anna Mogavero, Francesca Perez, Daniela Randazzo, Michele Salica, Federica Sausa, Fabio Vento.</p>
<p>Vernissage venerdì 18 novembre 2011, ore 19.30, Bartolo Chichi Art&amp;Photo Gallery (via Vann&#8217;Antò 16, Palermo).</p>
<p>L&#8217;esposizione resterà aperta fino a sabato 10 dicembre, con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.45 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9:45 alle 13.</p>
<p><a href="http://www.fabiovento.it/files/cs_closeup.pdf" target="_blank">Comunicato stampa</a>.</p>
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		<title>Guerrilla Klein</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qual è il senso profondo delle azioni di Guerrilla Gardening che finalmente infiammano anche Palermo? A mio parere è qualcosa che ha a che vedere con la rappresentazione della città e nella città. In No Logo Naomi Klein definisce il marchio, il brand come elemento attraverso cui l&#8217;interesse economico invade la nostra quotidianità, rispondendo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è il senso profondo delle azioni di <a href="http://www.balarm.it/articoli/fotonotizia.asp?idArticolo=7517" target="_blank">Guerrilla Gardening</a> che finalmente infiammano anche Palermo?</p>
<p>A mio parere è qualcosa che ha a che vedere con la rappresentazione della città e nella città. In <a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/4390_no_logo_klein.html" target="_blank">No Logo</a> Naomi Klein definisce il marchio, il <em>brand </em>come elemento attraverso cui l&#8217;interesse economico invade la nostra quotidianità, rispondendo con un patrimonio di valori e contenuti alle nostre domande inespresse. E&#8217; un che di intangibile, quindi, ma &#8211; banalmente &#8211; è anche qualcosa di <em>fisico</em>, qualcosa che invade i nostri spazi pubblici e li rende, in qualche misura, &#8220;privati&#8221;.</p>
<p>Beh, cosa c&#8217;è di meno &#8220;privato&#8221;, e nel contempo di più &#8220;sociale&#8221;, della <em>nuda natura</em>?</p>
<p>Bellezza contro aridità. Cura e amore contro consumo. Bene pubblico contro risorsa privata. Nulla di più politico del ribadire che anche una piccola aiuola può essere oasi di vita sociale.</p>
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		<title>Tante volte ti ho vista</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 13:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tante volte ti ho vista e continuo a rivederti. Qualche volta sei scomposta, affamata di luce, vivi sulla cresta di occasioni totali. Cerchi di assaporare, prima che si assottigli, il midollo della vita. Altre volte, più concreta e reale, cerchi un appoggio per i tuoi pazienti mattoni d&#8217;amore. Devi ancora conoscere il freddo, l&#8217;amaro. Rinnegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tante volte ti ho vista e continuo a rivederti.</p>
<p>Qualche volta sei scomposta, affamata di luce, vivi sulla cresta di occasioni totali. Cerchi di assaporare, prima che si assottigli, il midollo della vita. Altre volte, più concreta e reale, cerchi un appoggio per i tuoi pazienti mattoni d&#8217;amore.</p>
<p>Devi ancora conoscere il freddo, l&#8217;amaro. Rinnegare i saperi che con tanto amore ti hanno impartito, e non sarà facile. Vivere la delusione e &#8211; ancor di più &#8211; la sua amara medicina, la consapevolezza che bene e male stanno avvinghiati nel cuore di ciascuno di noi.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa però che nessuno può toglierti, cara ventenne, ed è qualcosa che tanto invidio. Il tuo fiero, cocciuto, gratuito sorriso.</p>
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		<title>Daniel e le notti di Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 13:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In via Dante, nei pressi dell&#8217;ex stazione Lolli, c&#8217;è una rosticceria tamil aperta fino a tardi. Si chiamerebbe Ceylon Fast Food ma per tutti è &#8220;Daniel&#8221;. Daniel ha poco più di trent&#8217;anni ed è un tipo simpatico, giocherellone: quando ti vede non manca mai di darti il &#8220;cinque&#8221;. Lì per lì sorridi divertito, ma prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In via Dante, nei pressi dell&#8217;ex stazione Lolli, c&#8217;è una rosticceria tamil aperta fino a tardi. Si chiamerebbe Ceylon Fast Food ma per tutti è &#8220;Daniel&#8221;.</p>
<p>Daniel ha poco più di trent&#8217;anni ed è un tipo simpatico, giocherellone: quando ti vede non manca mai di darti il &#8220;cinque&#8221;. Lì per lì sorridi divertito, ma prima o poi, tra un <em>bonda </em>e un <em>masala vadai</em>, ti presenti e inizi a fare amicizia, a chiacchierare.</p>
<p>E presto o tardi ti parla della sua famiglia. Della donna, anche lei asiatica, sposata meno di un anno fa. Di Palermo che lo ha accolto e che sente più che mai &#8220;sua&#8221;. Di suo figlio, palermitano d.o.c., di cui tiene una foto al muro. Lo fa con un filo di orgoglio e tu intravedi un uomo felice. Felice perché sa, meglio di altri, cosa conta nella vita.</p>
<p>C&#8217;è un che di bello nelle notti di Palermo, nel modo in cui certi posti sanno aprirsi e farsi &#8220;piazze&#8221;. Uno di questi è il Ceylon Fast Food. In cui l&#8217;avvocato e lo studente, il &#8220;fighetto&#8221; e il ragazzo di strada sono accolti con la stessa simpatia, e a tarda ora possono anche ritrovarsi a scherzare insieme.</p>
<p>Per qualche istante puoi perfino realizzare che non ci sono differenze, che siamo tutti simili: tutti vagabondi nel buio della città, in cerca di qualcosa di buono. E magari di un sorriso.</p>
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		<title>Angelo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 17:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Di nulla. E&#8217; un dovere assoluto.» Di te, di quell&#8217;unica volta che ci incontrammo, mi è rimasta questa frase. Densa e perentoria come da un vocabolario prezioso e desueto. E poi quei &#8220;namastè&#8221; che ogni giorno dispensavi su Facebook, quelle foto di te da giovane che più di mille parole gridavano amore, sogni, libertà. Troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Di nulla. E&#8217; un dovere assoluto.»</p>
<p>Di te, di quell&#8217;unica volta che ci incontrammo, mi è rimasta questa frase. Densa e perentoria come da un vocabolario prezioso e desueto. E poi quei &#8220;namastè&#8221; che ogni giorno dispensavi su Facebook, quelle foto di te da giovane che più di mille parole gridavano amore, sogni, libertà.</p>
<p>Troppo poco per conoscerti davvero, abbastanza per desiderare che le nostre strade si incrociassero di nuovo.</p>
<p>Adesso che non ci sei più, non mi resta che ascoltare i ricordi: quelli dei tuoi amici. Un grande cuore, un uomo gentile, l&#8217;animo di un poeta. Pare quasi strano che si parli di un uomo politico. Specie qui, a Palermo. Ma è colpa nostra, che &#8211; avvizziti dal marciume &#8211; abbiamo smesso troppo in fretta di guardare alto.</p>
<p>Allora il rimpianto è tanto, non meno del dispiacere. Mi sarebbe piaciuto, di certo, farti la più grande delle domande: come si fa a diventare grandi senza smettere di sognare?</p>
<p>Già: tante cose avrei voluto chiederti, ma ho fatto appena in tempo a salutarti. Quando di risposte, come me, non ne avevi più. Quando eri già solo e ignaro di fronte all&#8217;ultimo dei viaggi.</p>
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