Non è che creda alla numerologia, ma il numero 11 è stato sempre particolare per me, soprattutto come marcatore di tempo. Sono nato un giorno 11 e il mio onomastico è un giorno 11, ma questo sarebbe davvero il meno. Tanti episodi importanti della mia vita sono avvenuti proprio il giorno 11 di qualche mese.

Così non mi sono stupito più di tanto quando ho saputo che quella casa che ho a lungo voluto, a lungo sognato, sarebbe stata mia proprio il giorno 11 di un mese 11. E, a dirla tutta, orologio del notaio alla mano, ad un’ora che si approssimava alle 11. Ho accolto la cosa come straordinaria e naturale a un tempo.

Oggi, per la prima volta, sono entrato da proprietario. Ed oggi, per un attimo, l’ho vista.

No, non l’ho vista com’è adesso. L’ho vista come potrà essere, come forse sarà, quando inizierò ad abitarla, a viverla, a farla mia. Quando, da vuoto contenitore, inizierà a riempirsi di tutte le cose che mi appartengono. Succederà a poco a poco, e proprio per questo sarà entusiasmante.

Finora l’ho desiderata, l’ho guardata da lontano perfino quando venivo a visitarla. Oggi forse, dico forse, ho iniziato ad amarla.