Pochi giorni fa è venuto a mancare uno dei miei vecchi professori universitari: Fabio Di Franco, matematico e gentiluomo.

Mi sono chiesto cosa potessi dire di lui. Poi però mi è tornato in mente un passo di un libro che ho amato:

Per Lorenzo il basket è diventato una ragione di vita. Gli piace l’idea che il tempo scorra all’indietro, che ognuno delle centinaia di tiri possa alla fine risultare decisivo, che tutto, a un secondo dallo scadere dei quaranta minuti, possa cambiare. Come nella vita. Un gesto, un’idea, un errore, un’imprudenza possono sollevare o travolgere. Gli piace che sia un luogo di fantasia e organizzazione, che si possa volare e restare in aria prima di depositare la palla nella rete del canestro. Gli piace che siano decisivi i numeri, le percentuali, le statistiche. Si entusiasma a questo impasto di poesia e razionalità, di estro e contabilità, di schemi alla lavagna e di genialità pura. Gli piace il caos di un’azione che si ricompone nell’atto finale. In fondo qualcosa che assomiglia alla struttura di tanti romanzi di Calvino, dice lui.

Da “la scoperta dell’alba”, di walter veltroni, 2006